
Lo so, lo so... dovrei essere sui libri a studiare... cercherò di essere breve, anche se in questi giorni lontano da Pisa sono successe molte cose importanti. La mia partenza per Roma ha avuto una motivazione ufficiale che non corrisponde a quella reale... Ho deciso di partire quasi all'improvviso, senza riflettere su cosa stessi facendo, solo seguendo il mio istinto e i miei desideri. Ho fatto ciò che in quel momento sentivo di voler fare. Recidiva... si, è così. Nonostante spesso mi sia pentita di aver fatto cose dettate esclusivamente dall'impulso del momento, e mi sia ripetuta in continuazione che devo sempre tener alta la guardia della ragione sull'istinto, anche stavolta mi sono fatta trasportare dal sentimento, spegnendo il controllo razionale. Ho anche avuto l'ennesima conferma di non essere fatta per raccontare palle... c'è chi mi becca anche a centinaia di kilometri di distanza! A distanza di qualche giorno, però, sono ancora convinta di non aver sbagliato a prendere quel treno. Ritrovare qualcuno che pensavo di aver perso definitivamente è stato sorprendente, un evento inaspettato, ma che inconsciamente desideravo visto che finalmente mi sono lasciata andare alle lacrime che aspettavo di piangere da mesi. Ora si tratta di capire quale sia il posto di questa persona nella mia vita. L'eterno dilemma: amore o profondo affetto? Come si fa a capire? Qualcuno mi sa aiutare? Devo aspettare un'illuminazione? Mi sveglierò una mattina e avrò in mente la risposta? Conto i petali di una margherita? Non so assolutamente cosa devo fare. Forse serve tempo, le acque che sono state smosse così repentinamente devono tornare calme, i dBpn possono generare confusione... E' necessario che si riassestino su livelli normali. O forse conosco già la soluzione, ma la tengo nascosta! Chissà...
Avrei potuto riflettere nel fine settimana, dai miei zii, lontana da Pisa, senza l'ombra di un pc, villetta con giardino e vista sul bosco, libreria gigantesca a mia completa disposizione, pasti succulenti nonché oltremodo abbondanti (dBp alla grande!)... Ambiente ideale per meditare... se non fosse stato per i miei cuginetti... il grande con la mania di inventare barzellette in quantità industriale, che naturalmente sottopone in diretta al giudizio degli astanti (=io), la piccoletta attaccata alle mie gambe di giorno, pseudo-sonnambula la notte... Ho passato tre notti nel letto accanto al suo svegliandomi di soprassalto perchè la signorina (3 anni) ama ripetere l'alfabeto mentre dorme, o canticchiare qualcosa, o farsi venire sete in piena notte, o svegliarsi all'improvviso e voler vedere la luce accesa...! Naturalmente la mattina sveglia alle 7 con "voglio il latte!!"... Ah... che gioia i bimbi! Battute a parte... li adoro sul serio! Sono un mondo meraviglioso, una sorpresa continua!
Dopo un fine settimana così rigenerante, martedi mi imbarco per il "colloquio" in Telecom, dopo un'ora e mezza di viaggio, l'autobus mi sbarca in aperta campagna, in mezzo solo un'orribile costruzione dal sapore militare... mi guardo attorno e sulla recinzione leggo "Attenzione! Sorveglianza armata". Inizio a preoccuparmi... ma sono nel posto giusto... più tardi scoprirò che la struttura e i cartelli sono retaggi degli anni '70. Il colloquio si traduce in una lunga chiacchierata, pranzo a mensa con i due tipi con i quali pare dovrò "lavorare", caffè, e conclusione dei lavori con la consegna di diversi kili di materiale cartaceo da leggere e uno "speriamo di sentirti presto!". Troppo bello! Ancora adesso non ci credo, sto cercando di capire dove sia la fregatura... La mia natura pessimista, nonostante anni di lavoro per darle una struttura tendente all'ottimismo, a volte si fa sentire! Sto passando questi giorni fra sentimenti contrastanti, sono felice della possibilità che sto avendo, mi sembra tutto così interessante ed entusiasmante... Dall'altra parte mi dico che dovrei star buona finché non sarà tutto definito nei dettagli. Accanto all'entusiasmo per una nuova esperienza, sento di aver paura, in fin dei conti, mi dico, io cosa so fare?! Nulla... Mi assale un senso di inadeguatezza, mi sento ignorante, ho paura di non essere all'altezza di ciò che mi sarà richiesto. E mi chiedo: ma in tutti questi anni passati a studiare (più o meno...) cosa ho imparato?! All'apparenza, nulla che possa essermi utile nel mondo reale. Forse ho imparato ad affrontare i problemi in un certo modo, forse la mia mente si è aperta, forse è più flessibile, forse sarà capace di adattarsi alle situazioni più diverse... Lo spero... per ora mi sento un pò come Davide contro Golia... anche se probabilmente non ci sarà nessuno contro cui dovrò combattere... se non le mie insicurezze.
Tipico di me, mi sto mangiando le mani per la sessione lasciata andare in amarezza, per gli esami che avrei potuto fare e deliberatamente non ho fatto, perché avevo deciso che ero triste e non avevo voglia di far nulla. Si, sono stata io a decidere che dovevo essere triste, perchè non si sa. Cerco di capire cosa mi sia successo nei mesi passati, non è spiegabile con una "delusione d'amore". O meglio, quello che non mi spiego è quel sentimento così forte che mi ha distolta da tutto il resto. Non capisco perché sia stato così potente, perché all'improvviso una persona, quasi sconosciuta, sia diventata l'unica ragione per alzarmi al mattino (se le 13 è ancora mattina...)... Qualche carineria, dei gesti d'affetto, un pò di attrazione non possono giustificare lo sconvolgimento che c'è stato nella mia testolina! Ma visto che ormai le cose sono andate così, non resta che cercare di recuperare il tempo buttato via, e soprattutto far tesoro di questa esperienza trascendentale, evitando di ripetere stronzate così grosse...
Menomale che dovevo esser breve!!!! Forse è meglio se vado a dormire, visto che domani ho il grande incontro con l'esimio prof ******** che in questo caso direbbe:
"cerga di antare a tormire ghe boi domani mi tevi spiecare i proccetti, aldrimendi non gi gabisco un gazzo!"
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