giovedì 29 marzo 2007

Ho sognato di volare


"Sognare di essere capaci di volare parla della grande capacità di fare qualcosa fuori dal normale. A volte non ne siamo consapevoli, e ci impediamo di fare cose ascoltando quel dialogo interno che ci dice che è impossibile, proviamo ad ascoltare quella parte che ci dice che niente è impossibile se abbiamo fiducia nelle nostre capacità di farle accadere." [fonte: centrogestalt.net]

Che sia un sogno di buon auspicio... Forse sono io che sto mandando a me stessa un messaggio di fiducia, in fondo so di esser capace di grandi cose quando ce n'è bisogno. I tre mesi buttati via pesano, sono stata molto stupida ed irresponsabile, almeno li avessi passati in vacanza da qualche parte! D'altronde, è inutile piangere sul latte versato (o macchiato...), la cosa da fare è rimboccarsi le maniche e cercare di recuperare il più possibile. Ho un pò paura, vedo davanti a me una montagna da scalare. Ma in fondo, anche le montagne più alte si scalano un passo dopo l'altro... cerco allora di non guardare la montagna tutta in una volta, ma di guardare la strada sotto i miei piedi e pensare a fare un passo alla volta. Fa meno paura.
Ho trascorso settimane intere in cui lo scopo di ogni giorno era aspettare il successivo sperando che accadesse qualcosa di nuovo che mi destasse dal torpore che mi stava soffocando. Le giornate si trascinavano interminabili, avevano il sapore dell'inutilità. Adesso invece scorrono veloci, come se fossero troppo brevi per fare tutto ciò che nei mesi passati non ho fatto. Ho molta voglia di fare, ho ritrovato entusiasmo, energia e soprattutto ho ripreso a studiare!
Mi aspettano mesi impegnativi, dovrò ricominciare da zero in un posto nuovo, confrontarmi con un mondo molto diverso dall'università, lavorare durante il giorno e nel frattempo ritagliare lo spazio per studiare. Ci sarà tanto da fare, forse non sarà facile.
Ma io so volare, so di saperlo fare, e stanotte ho riaperto le ali.

venerdì 23 marzo 2007

Notte a sorpresa


E' bello quando una serata si trasforma all'improvviso, nel tempo di un messaggio. Era già tutto pianificato: una sistemata in camera, quattro cose nel borsone per domani, una doccia, e subito a nanna. Avevo già chiuso la porta a chiave. All'improvviso un messaggio, un caro amico che non vedo da anni mi dice: "sono a Pisa, ci vediamo?". E tutto cambia, la banale lentezza di una sera normale si trasforma nella gioiosa frenesia di riabbracciare una persona speciale. Al diavolo il borsone! Faccio una doccia a tempo di record ed eccomi a spasso, quando fino ad una mezz'oretta prima non l'avrei neanche lontanamente immaginato! Ora sono qua a scrivere, la stanza è in disordine, la borsa ancora vuota, è tardissimo, ma quanto sono felice! E' stata una serata stupenda perché inaspettata, una sorpresa che mi sono goduta come una bimba davanti ad un pacco colorato pronto per essere scartato.
E' un'amicizia speciale la nostra. Iniziata quasi dieci anni fa, in un campeggio estivo (grazie mamma Telecom...), quando eravamo due ragazzini, in una settimana ho fatto in tempo ad odiarlo profondamente (odio ricambiato), e ad accorgermi che in realtà mi piaceva molto. Il viaggio di ritorno a casa dopo il campeggio è qualcosa che ancora ricordo con emozione. Per la prima volta non mi sentivo in imbarazzo nel mostrare i miei sentimenti, stavo vincendo una prima battaglia contro la timidezza e le insicurezze che mi portavo dietro per le innumerevoli delusioni che avevo collezionato fino a quel momento (grazie Sa...). Questo l'ho capito a distanza di qualche anno, durante il viaggio ero troppo impegnata a godermi quelli che credevo sarebbero stati gli ultimi momenti con lui, che, come me, aveva cessato le ostilità e si era accorto che qualcosa era cambiato. Mi ricordo come fosse ieri, lui appoggiato sulle mie ginocchia, mi teneva la mano, e io che non riuscivo a trattenere le lacrime, fino a scoppiare in un pianto disperato. I telefonini non erano ancora in voga, non era facile come ora mantenere i rapporti con una persona lontana, sapevo che non l'avrei mai più rivisto. Prima di scendere dall'autobus mi scrisse su un pezzetto di carta il suo indirizzo e il numero di casa, credo di avercelo ancora conservato da qualche parte. Era agosto inoltrato, mi ricordo la tristezza di quei giorni, dopo il rientro a casa. Ero rassegnata ad averlo perso per sempre, a ciò si sommava la noia dei giorni di fine estate. Non solo, confidavo nella consolazione delle foto che avevo fatto, l'unica cosa che mi sarebbe rimasta di lui... Porto il rullino per farlo sviluppare e scopro che era stato inserito male nella macchina... niente foto. Non restava che piegarmi ad un così crudele destino. Tra un'amarezza e l'altra passa un anno, torna l'estate e con agosto torna il campeggio. Pensavo a che effetto mi avrebbe fatto rivedere gli stessi posti senza che lui ci fosse... ed invece, lui c'era!! Sorpresa! Ricordo quella settimana di campeggio come qualcosa di magico, ero addirittura la più corteggiata delle ragazze, qualcosa di inaudito per me! Quei due campeggi hanno segnato l'inizio del mio cambiamento, ho iniziato a percepire le mie potenzialità, ad aprirmi con gli altri, ad essere più sicura di me stessa. Con lui, non successe nulla nemmeno quell'anno, in compenso circolavano già i telefonini (quante cose cambiano in un anno!), ero decisa a non lasciarmelo scappare di nuovo! Infatti non ci siamo più persi. Per i miei diciotto anni è venuto alla festa, ed è stato il regalo più bello. Continuiamo a sentirci, ogni due o tre anni capitano strani eventi che ci fanno incontrare (come stasera), fra le tante persone che ho conosciuto qua a Pisa, ci sono diversi suoi cari amici, e pure suo zio! Immaginate la mia sorpresa quando ho scoperto queste conoscenze in comune!
Mi fa impressione pensare che siano passati dieci anni, siamo cresciuti, sono cambiate molte cose, e ormai non ho più il terrore di perderlo, so che non accadrà mai. In un modo o nell'altro mi è vicino, anche se non ci sentiamo per mesi, so che lui c'è. Ogni tanto appare così, all'improvviso, come stasera, e continua a regalarmi momenti speciali!

mercoledì 21 marzo 2007

Lo dicevo io...


Bravi a scuola? Certo, sentono heavy metal

Uno studio alla British Psychological Society inverte uno stereotipo dello studente modello: i ragazzi con Qi alto esprimono il disagio con musica provocatoria.


[fonte: repubblica.it]

Il senso della misura


Esiste la fortuna, esiste, soprattutto, la sfortuna.
Penso che siano distribuite davvero male. A qualcuno tocca in sorte molta fortuna, a qualcun altro, soprattutto, tocca in sorte troppa sfortuna.
E contro la sorte c'è poco da combattere, la devi accettare, così come viene. Puoi solo fare di tutto per non farti travolgere. Aggrapparti a tutto ciò che può essere un appiglio. Anche avere appigli ai quali aggrapparsi può essere questione di fortuna. Nella più nera malasorte, c'è chi può ritenersi fortunato, perché scopre di non essere completamente solo. L'importante è accorgersene, prima di farsi risucchiare dall'angoscia.

Sarebbe saggio, a volte, ricordarsi di quanto si è fortunati. Non si perderebbe così spesso il senso della misura, che serve a calibrare la sofferenza in base alla reale gravità di un evento.
Passeremmo meno tempo a commiserare le nostre sventure.
Ci godremmo meglio il viaggio.

martedì 20 marzo 2007

Penso troppo


Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità.
E avevano toccato il fondo della loro provvisorietà.
Lei disse sta arrivando il giorno,
chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà.
E lui sentì crollare il mondo,
sentì che il tempo gli remava contro,
schiacciò la testa sul cuscino,
per non sentire il rumore di fondo della città.
Una tempesta d'estate lascia sabbia e calore.
E pezzi di conversazione nell'aria e ancora voglia d'amore.

Lei chiese la parola d'ordine, il codice d'ingresso al suo dolore.
Lui disse "Non adesso, ne abbiamo già discusso troppo spesso,
aiutami piuttosto a far presto,
il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore.
Sentì suonare il telefono nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì di averla solo sognata.
Si domandò con chi fosse e pensò "E' acqua passata".
E smise di cercare risposte, sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte,
ma fuori la notte sembrava appena iniziata.

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.
Lei disse misteriosamente "Sarà sempre tardi per me quando ritornerai".
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero "Ciao!"
per le scale e la luce dell'alba da fuori sembrò evaporare.

F. de Gregori

lunedì 19 marzo 2007

Pe la Maella's dinner

Dopo mesi di rinvii, ce l'abbiamo fatta! La squadra (quasi) al completo, le supporters che come in ogni occasione hanno saputo farsi onore, qualche litro di birra, diversi metri di pizza, Ciccio e Gennaro vitime della megafonomania, tante risate ed ecco che la cena di squadra è servita.
E' servita anche come cura per la mia febbra, non più febbra d'amore ma "un virus micidiale che ti fa stare proprio una cosa malissimo!", ora sto decisamente meglio.
Ho messo il pigiama leggero, onde evitare l'ennesima sauna notturna, lo sbaglio della natura della stanza accanto pare stia dormendo, sono discretamente stanca, viste le due notti insonni appena trascorse, insomma... forse stanotte si dorme... ronf!

giovedì 15 marzo 2007

Allora quasi quasi prendo un treno...


Lo so, lo so... dovrei essere sui libri a studiare... cercherò di essere breve, anche se in questi giorni lontano da Pisa sono successe molte cose importanti. La mia partenza per Roma ha avuto una motivazione ufficiale che non corrisponde a quella reale... Ho deciso di partire quasi all'improvviso, senza riflettere su cosa stessi facendo, solo seguendo il mio istinto e i miei desideri. Ho fatto ciò che in quel momento sentivo di voler fare. Recidiva... si, è così. Nonostante spesso mi sia pentita di aver fatto cose dettate esclusivamente dall'impulso del momento, e mi sia ripetuta in continuazione che devo sempre tener alta la guardia della ragione sull'istinto, anche stavolta mi sono fatta trasportare dal sentimento, spegnendo il controllo razionale. Ho anche avuto l'ennesima conferma di non essere fatta per raccontare palle... c'è chi mi becca anche a centinaia di kilometri di distanza! A distanza di qualche giorno, però, sono ancora convinta di non aver sbagliato a prendere quel treno. Ritrovare qualcuno che pensavo di aver perso definitivamente è stato sorprendente, un evento inaspettato, ma che inconsciamente desideravo visto che finalmente mi sono lasciata andare alle lacrime che aspettavo di piangere da mesi. Ora si tratta di capire quale sia il posto di questa persona nella mia vita. L'eterno dilemma: amore o profondo affetto? Come si fa a capire? Qualcuno mi sa aiutare? Devo aspettare un'illuminazione? Mi sveglierò una mattina e avrò in mente la risposta? Conto i petali di una margherita? Non so assolutamente cosa devo fare. Forse serve tempo, le acque che sono state smosse così repentinamente devono tornare calme, i dBpn possono generare confusione... E' necessario che si riassestino su livelli normali. O forse conosco già la soluzione, ma la tengo nascosta! Chissà...
Avrei potuto riflettere nel fine settimana, dai miei zii, lontana da Pisa, senza l'ombra di un pc, villetta con giardino e vista sul bosco, libreria gigantesca a mia completa disposizione, pasti succulenti nonché oltremodo abbondanti (dBp alla grande!)... Ambiente ideale per meditare... se non fosse stato per i miei cuginetti... il grande con la mania di inventare barzellette in quantità industriale, che naturalmente sottopone in diretta al giudizio degli astanti (=io), la piccoletta attaccata alle mie gambe di giorno, pseudo-sonnambula la notte... Ho passato tre notti nel letto accanto al suo svegliandomi di soprassalto perchè la signorina (3 anni) ama ripetere l'alfabeto mentre dorme, o canticchiare qualcosa, o farsi venire sete in piena notte, o svegliarsi all'improvviso e voler vedere la luce accesa...! Naturalmente la mattina sveglia alle 7 con "voglio il latte!!"... Ah... che gioia i bimbi! Battute a parte... li adoro sul serio! Sono un mondo meraviglioso, una sorpresa continua!
Dopo un fine settimana così rigenerante, martedi mi imbarco per il "colloquio" in Telecom, dopo un'ora e mezza di viaggio, l'autobus mi sbarca in aperta campagna, in mezzo solo un'orribile costruzione dal sapore militare... mi guardo attorno e sulla recinzione leggo "Attenzione! Sorveglianza armata". Inizio a preoccuparmi... ma sono nel posto giusto... più tardi scoprirò che la struttura e i cartelli sono retaggi degli anni '70. Il colloquio si traduce in una lunga chiacchierata, pranzo a mensa con i due tipi con i quali pare dovrò "lavorare", caffè, e conclusione dei lavori con la consegna di diversi kili di materiale cartaceo da leggere e uno "speriamo di sentirti presto!". Troppo bello! Ancora adesso non ci credo, sto cercando di capire dove sia la fregatura... La mia natura pessimista, nonostante anni di lavoro per darle una struttura tendente all'ottimismo, a volte si fa sentire! Sto passando questi giorni fra sentimenti contrastanti, sono felice della possibilità che sto avendo, mi sembra tutto così interessante ed entusiasmante... Dall'altra parte mi dico che dovrei star buona finché non sarà tutto definito nei dettagli. Accanto all'entusiasmo per una nuova esperienza, sento di aver paura, in fin dei conti, mi dico, io cosa so fare?! Nulla... Mi assale un senso di inadeguatezza, mi sento ignorante, ho paura di non essere all'altezza di ciò che mi sarà richiesto. E mi chiedo: ma in tutti questi anni passati a studiare (più o meno...) cosa ho imparato?! All'apparenza, nulla che possa essermi utile nel mondo reale. Forse ho imparato ad affrontare i problemi in un certo modo, forse la mia mente si è aperta, forse è più flessibile, forse sarà capace di adattarsi alle situazioni più diverse... Lo spero... per ora mi sento un pò come Davide contro Golia... anche se probabilmente non ci sarà nessuno contro cui dovrò combattere... se non le mie insicurezze.
Tipico di me, mi sto mangiando le mani per la sessione lasciata andare in amarezza, per gli esami che avrei potuto fare e deliberatamente non ho fatto, perché avevo deciso che ero triste e non avevo voglia di far nulla. Si, sono stata io a decidere che dovevo essere triste, perchè non si sa. Cerco di capire cosa mi sia successo nei mesi passati, non è spiegabile con una "delusione d'amore". O meglio, quello che non mi spiego è quel sentimento così forte che mi ha distolta da tutto il resto. Non capisco perché sia stato così potente, perché all'improvviso una persona, quasi sconosciuta, sia diventata l'unica ragione per alzarmi al mattino (se le 13 è ancora mattina...)... Qualche carineria, dei gesti d'affetto, un pò di attrazione non possono giustificare lo sconvolgimento che c'è stato nella mia testolina! Ma visto che ormai le cose sono andate così, non resta che cercare di recuperare il tempo buttato via, e soprattutto far tesoro di questa esperienza trascendentale, evitando di ripetere stronzate così grosse...
Menomale che dovevo esser breve!!!! Forse è meglio se vado a dormire, visto che domani ho il grande incontro con l'esimio prof ******** che in questo caso direbbe:
"cerga di antare a tormire ghe boi domani mi tevi spiecare i proccetti, aldrimendi non gi gabisco un gazzo!"

domenica 4 marzo 2007

Salute!


Il post originale sarebbe dovuto essere sull'eclisse, ma, complici il mezzo bicchiere di birra "scolato" nel tempo record di 2 ore e mezza, il sonno, la stanchezza, l'ora tarda e soprattutto il fatto che dalla finestra di "casa mia" si vede solo il muro di cinta del cortile... non mi sento molto ispirata a scrivere di argomenti così "elevati", preferisco rimanere su argomenti molto più "terra-terra". Primo fra tutti: aver ordinato la mia prima birra! A venticinque anni (quasi) suonati è un bel risultato...
A questo punto, se la mia testolina funzionasse in maniera semplice e lineare, non avrei molto altro da aggiungere, se non che ho passato una bella serata in ottima compagnia, che si profila all'orizzonte l'idea di un viaggio "comunitario" (speriamo!), spegnerei luce e pc e mi farei una bella notte di sonno. Ma la mente, la mia mente è contorta, non ama la semplicità, sembra godere nel complicarsi la vita, nel vedere collegamenti, coincidenze, ricordare eventi, tormentarmi con immagini che riaffiorano dal passato. E così, quello che dovrebbe essere un semplice pensiero sulla serata in cui ho ordinato la mia prima birra, diventa una serie di pensieri, la mia mente si scatena, inizia a tessere una trama sempre più complessa di ricordi, ipotesi, speranze, sogni, disillusioni... Potrei scrivere per ore, di quella birra che stasera era "birra", con lo stesso sapore di sempre (che non mi piace) mentre qualche settimana fa era stata dolcissima, dei miei occhi che stasera scorrevano furtivamente le facce nel locale, e soprattutto fuori, come cercando qualcosa o qualcuno su cui soffermarsi mentre qualche settimana fa erano fissi negli occhi di chi avevo davanti, non c'era altro da cercare...
E' dura resistere se basta un bicchiere di birra o una figura intravista per pochi secondi per farmi tornare l'amarezza... Ma in un modo o nell'altro ne uscirò, vincitrice, s'intende!

In bilico
tra santi e falsi dei
sorretto da
un’insensata voglia
di equilibrio
e resto qui
sul filo di un rasoio
ad asciugar
parole
che oggi ho steso
e mai dirò
[...]

Negramaro

venerdì 2 marzo 2007

Ho solo voglia di dormire


Avevo voglia di tornare a Pisa... e sono stata accontentata! Peccato che giù abbia fatto una settimana di cattivo tempo... forse è stato anche questo che ha reso così semplice il rientro!
Avrei dovuto postare ieri notte, ma ero davvero troppo stanca, una notte in viaggio, la mattinata e il primo pomeriggio di ieri passati a dormire, mi sveglia il telefono che squilla, guardo il numero: Roma! Finalmente il tipo si è fatto vivo! La cosa si è fatta un pò più concreta, ma ancora aspetto la conferma definitiva... Dopo la telefonata ho sfatto i bagagli, doccia e preparativi per la cena! Per un attimo ho pensato di non andarci, mi sentivo davvero stanca, avevo sonno e poca voglia di fare 200 Km in macchina... Ma per fortuna ho scacciato la stanchezza e siamo partiti verso Siena. Che bella serata ho passato! Prima uscita ufficiale con tanto di investitura dell' Allegra Brigata Toscana! Ora davvero... mi manca solo la moto! Mentre li ascoltavo (iniziare ad) organizzare il raduno estivo o la gita per il fine settimana, mi è venuta un'improvvisa voglia di studiare... mannaggia a me e ai mesi che ho buttato a far nulla, a contemplare le mie "disgrazie"... Ah, quanta pazienza mi ci vuole! Almeno oggi ho ripreso in mano i libri... magari mi decido a darmi una mossa!! La cena di ieri ha aumentato di molto i dBc... ho conosciuto ragazzi veramente simpatici, che ridere! Certo, qualche dBa è venuto fuori a sentir parlare così tanto di moto, motoraduni, gite, ecc. Niente di preoccupante, però!
Cosa dire della giornata appena trascorsa... ben poco! Unica nota, il film di stasera "Alta fedeltà", bello, ve lo consiglio. Effetti collaterali: dopo essere arrivata alla fine ho avuto un attimo di nostalgia, ho ripensato "al passato", ad una scelta... Mi sono ri-chiesta se avessi fatto la cosa giusta... come posso esserne certa? Per un pò ho rimesso in dicussione questa certezza, l'ho fatta vacillare, mi sono sentita un pò triste, un pò sola. E' giusto che io ammetta a me stessa di soffrire per questa scelta. Non è stata dettata dall'impulso di un momento, ci ho pensato e ripensato tanto, senza trovare altra via d'uscita. Ci ho messo un pò per ammetterlo, ho perso tempo, ho creduto che qualcosa sarebbe potuto cambiare, ho gestito male la situazione, ho sbagliato, non volevo fare del male, e invece ho ferito due persone. La situazione è precipitata all'improvviso, ho perso il controllo su tutto, per un pò mi sono lasciata trascinare dagli eventi. C'è voluto tempo prima che riprendessi in mano il timone, ritrovando un barlume di lucidità. Se il film mi ha fatto questo strano effetto vuol dire che dopo aver chiuso i conti col dolore più recente, improvviso, cocente, ora è il momento di affrontare i fantasmi del passato che erano sopiti, ma non ancora metabolizzati del tutto.
Adesso ho solo voglia di dormire.