domenica 25 febbraio 2007

La neve...


Eccomi reduce dalla giornata a spasso sui monti della Sila! Come previsto siamo arrivati praticamente all’ora di pranzo, un rapido giro per Villagio Mancuso quasi deserto, a parte un cane che gironzolava in cerca di cibo. Il giro è stato però fruttuoso, ho trovato una perla di fantasia calabrese (un’insegna), che presto condividerò anche con voi… Bocciata la proposta di una passeggiata nel parco, siamo andati dritti al ristorante, anche se la fame non era molta (perlomeno la mia), viste le pietose condizioni in cui versava il mio stomaco (solitamente in ottima forma!) dopo aver percorso qualche decina di Km di tornanti in macchina con papà alla guida… anche Dani aveva un colorito verdastro… Andare in macchina con papà è un’esperienza trascendentale, non descrivibile a parole, è un misto di sensazioni fra le quali domina la paura… Se mi conoscete anche un pò, sapete che non sono paurosa (tuoni e fulmini a parte!!), non mi spaventa la velocità, mio padre è l’unica persona capace di farmi venire la tachicardia, e di farmi provare un moto di gratitudine verso l’universo intero appena giungiamo a destinazione! Ma lui è il più tranquillo del mondo, è convinto di sapre guidare alla grande e non c’è verso di fargli capire che forse non è così! Comunque, appena avuto il menu fra le mani, la fame ha fatto capolino… mi sono ripresa con un antipasto silano: fantasia di salumi, sottaceti, formaggi e frittelle, a seguire un bel piatto di tagliatelle ai funghi, e poi un assaggio di scaloppine ai funghi… slurp! Per concludere il tutto stavo pregustando un tartufo nero… ed ecco l’unica nota negativa: niente tartufo nero, solo bianco. Per un attimo nella mia mente è balenato un “che amarezza!”… Tartufo sostituito con un caffè e di nuovo in macchina (!) verso Villaggio Palumbo. Per inciso, di neve nemmeno l’ombra. Freddo, tanto freddo, anche un pò di pioggia, ma niente neve… O meglio… apparentemente niente neve, la simpatica coltre bianca si nascondeva ad altitudini allucinanti, e per vederla mi sono dovuta sorbire un’arrampicata in seggiovia, che mi sarei volentieri risparmiata! Mamma, papà, Dani e la mia cuginetta Gessica si sono fiondati entusiasti a fare un giro in seggiovia (non sapendo ancora che in cima avrebbero trovato la neve), io sono stata felicemente investita del ruolo di “appendiborse”, hanno cercato di convincermi a salire ma io imperterrita “no no, assolutamente non ci salgo su quella cosa traballante e sospesa nel vuoto!”. Sono rimasta sorridente a guardarli salire, mi godevo da qualche minuto il panorama in tranquillità, pensando alla neve che purtroppo non avrei visto, quando inizia a squillare il cellulare. Mio padre che dalla cima della montagna mi avvertiva che avevano trovato la neve: “Mari, sali pure tu, qua è bellissimo, c’è la neve!!!”, ho ripetuto una decina di volte che non avevo alcuna voglia di salire, ma poi alla proposta “scendiamo io e mamma e ti veniamo a prendere”, ho avuto uno scatto d’orgoglio e bestemmiando sono salita su quell’aggeggio infernale… cercando di non pensare al vuoto sotto di me, mi sono concentrata sul silenzio, in seggiovia c’ero solo io (!), iniziavo a vedere la neve e a congelarmi! In effetti ne è valsa la pena, se non altro posso dire di aver visto e toccato la neve! Fatte le foto di rito, siamo tornati giù e ci siamo rimessi in macchina per il rientro, no comment sulla guida sportiva di papà, vi dico solo che ancora ho lo stomaco sottosopra…



Nessun commento: