
La frequenza dei post sta diminuendo esponenzialmente... buon segno... significa che ho altro da fare, per esempio studiare! Certo, le giornate sono piuttosto piatte, niente scossoni emotivi, niente attese spasmodiche, niente riflessioni sulla mia condizione sentimentale, ho poco tempo e, a dire il vero, anche poca voglia!
Per una "pensatrice" come me, però, ogni occasione è buona per far partire un riflessione! Negli ultimi giorni ho riflettuto su una cosa in particolare: quanto i ricordi che ognuno di noi porta con sè siano falsi, lontani dalla oggettiva realtà dei fatti. E' una cosa abbastanza nota, si sa che col passare del tempo i ricordi prendono un pò la forma che noi vogliamo dar loro, tendiamo ad idealizzare i bei momenti ed a sbiadire il più possibile quelli brutti. Non ho scoperto nulla che non sapessi già, il problema è che lo avevo sempre "sentito dire", senza averne esperienza diretta. E' stato un piccolo choc...
Custodivo quei momenti nella mia memoria come dei gioielli, nei periodi di tristezza adolescenziale erano la mia consolazione. Ripensarci era come rileggere una poesia, come mi sentivo fortunata, potevo gioire di un sentimento così speciale! Sguardi, piccoli gesti, parole non dette, vi avevo costruito una trama per anni. Vivevo un amore platonico, un sentimento puro, semplice, sincero, sorprendente, e soprattutto corrisposto! Almeno così ho creduto per una decina d'anni, fino ad un paio di giorni fa, quando mi arriva la doccia fredda... Ad aprire il getto d' acqua ghiacciato, "lui", l' oggetto dei miei sogni di ragazza... mi dice di non essersi mai accorto di nulla, o quasi...
Ma come?! Ci sei o ci fai?! Anzi, ci siete o ci fate voi maschietti?!
A questo punto mi chiedo, chi è più imbecille, noi femminucce che stiamo lì a costruire storie d'amore su fondamenta di fantasia, a passare i giorni pensando e ripensando
ad
uno sguardo, ad
una parola, con l'umore che cambia in funzione di
un gesto fatto o non fatto, ai limiti della follia, cercando in ogni movimento un significato profondo, un messaggio in codice?! O siete voi, che i messaggi in codice non riuscite neanche a concepirli, e quelle rare volte in cui accade, vi ci perdete dentro, come in un labirinto, senza capire più chi siete e cosa volete?!
Mi sono scocciata di dover stare lì sempre attenta a dire la parola giusta, far capire qualcosa, ma non troppo, dire ma allo stesso tempo non dire, farmi duemila paranoie, nonostante tutto far volare la fantasia, pensare, sognare, fantasticare, e poi, d'un tratto... puf! la fantasia sbatte la faccia contro la realtà. E a quel punto che faccio... tiro via le ali che avevo messo alla fantasia, la riporto giù,
a terra, la ripiego per bene, cercando di non farla sgualcire troppo, e la metto da parte, chissà che un giorno non possa farsi un bel volo, senza cadere...
Bè... ne ho approfittato per un piccolo sfogo... sbaglio a generalizzare, lo so, ma so anche quali precise persone ("maschietti") mi hanno ispirata... loro questo post non lo leggeranno mai... ma tanto, anche se lo leggessero, non credo capirebbero di esserci dentro!